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![]() Fotografie e installazioni di Stefano Scarabello. A cura di Riccardo Lisi Arte e "arti" In Ticino vive da qualche anno - a Chiasso - un artista italosvizzero meno noto di quanto potrebbe meritare: Stefano Scarabello. Aldilà di una certa viscosità del sistema locale e generale dell'arte contemporanea, questa sua attività "in penombra" è forse dovuta ad una certa umiltà non solo nel proporsi ma anche nelle forme di espressione e nell'approccio alla creazione artistica. Pur conscio ed inserito nell'insieme dei codici linguistici del contemporaneo, Scarabello trae ispirazione da attività umane primordiali: il camminare - e la raccolta di oggetti e suggestioni lungo il cammino - e il coltivare. In questo apparente ripercorrere le prime fasi dell'umanità, l'artista chiassese si riconnette frequentemente ad avventure fondamentali nell'arte contemporanea: primo fra tutti il profondo solco lasciato da Beuys. Come il maestro tedesco, anche Scarabello ammette al mondo dell'arte oggetti del mondo minerale e, soprattutto, vegetale. I ripetuti viaggi all'utopico parco creato da Beuys a Bolognano, in Abruzzo, son divenuti momenti di ri-elaborazione artistica. Negli ultimi anni Scarabello ha aiutato il processo naturale di diffusione di una specie vegetale "rubando" dalla beuysiana Piantagione Paradise pale spinose di un fico d'india, riproducendole per talea e facendone il soggetto protagonista di varie opere, come la riuscita stampa lambda Reiki che certifica il paradossale tentativo di restituzione al mondo vegetale del potere di rilassamento che esso ci dona. Piantine oggettivamente eredi del progetto beuysiano, al pari delle famose 7000 querce di Kassel, diverranno a Losone protagoniste di un'installazione specifica per la fontana minimalista posta nella corte della fabbrica e naturalmente di un mini-orto, in cui fragole e lumache si contendono qualche metro di terreno. Anche la principale sala espositiva sarà oggetto di un lieve intervento modificatorio: una quinta che scherma la luce del tramonto e permette nuove possibilità di allestimento e fruizione. Coltivare è per Scarabello la modalità più opportuna e praticabile per superare gli opposti, per tener vicino l'uomo al mondo vegetale ed anche a quello minerale. Per lui l'orto e il giardino presentano somiglianza con l'atelier di un artista. Appare concorde con mio fratello Pier Paolo - agricoltore-pensatore - nel considerare il giardinaggio come forma più vera e libera di strategia nell'uso del territorio: con la preparazione del terreno e la semina l'uomo immagina il futuro di un terreno, alla fin fine del suo vero spazio vitale. Nel suo camminare, catalogato con gran precisione, com'è d'uopo nelle forme più recenti di performance, sovente su lunghe distanze, Scarabello tenta di conseguire la sua "Presa di coscienza sulla natura", titolo di un caposaldo della land art, fortemente evocativo, di un altro maestro dell'arte degli ultimi cinquant'anni: Mario Giacomelli. Ma le foto di Scarabello son ben differenti: anche qui troviamo di norma un bianco e nero estremo, ma àlgido e quasi asettico, quando l'opera del grande marchigiano era improntata a un personalissimo antitecnicismo e ad un uso caldo, pittorico, della tecnica fotografica tradizionale. Dice l'artista stesso: "il camminare è transizione, movimento, tempo che ho voluto compensare con la presenza dell'oggetto nel suo spazio" e ciò motiva le foto in bianco e nero degli oggetti trovati, quali ready-made testimoni del nostro vivere oltre la natura. In sintesi si può dire che l'arte di quest'autore si origini dagli arti: le braccia e le gambe si riprendono il ruolo originario di elementi di contatto con la terra, di rapporto col mondo. A Losone sarà esposto un altro lavoro appositamente realizzato, il multiplo Kit di demolizione del monocromo: un acuto "kit di sopravvivenza" per l'uomo d'oggi. Chi vuole potrà dotarsi di tutto quanto necessiti per far nascere e sviluppare belle piantine fiorite di portulaca. Terra, acqua e naturalmente semi, inseriti in un comodo dispenser-vaso; ...come dire: mai più senza! Riccardo Lisi
coordinamento:
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