la fabbrica
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www.grantorino75.com
evento: sabato, 24. settembre 2005,
(fino a: martedì, 8. novembre 2005)

 

 

Installazioni di Matteo Tontini. A cura di Marco Tagliafierro e Riccardo Lisi

Matteo Tontini, classe 1969, tiene ben salde le radici della sua indagine estetica nella Bologna degli anni a cavallo tra Ottanta e Novanta. Proprio in quegli anni e proprio nel capoluogo emiliano assiste ad un interessante incontro tra il graffitismo e la prima computer art, in seguito internet aprirà un nuovo mondo e con esso infinite possibilità di ricerca anche e soprattutto per gli stessi graffitisti. Matteo Tontini inizia proprio sviluppando una serie di suoi segni, anonimo e sibillino tra i detriti delle realtà di periferia.
Ben presto si sposta verso l’oggetto, oggetti che depone vicino a palazzi, fabbriche, magazzini, non necessariamente dismessi. Edifici con i quali questi oggetti innescano profonde relazioni ancora segniche. Una pittura “fredda” viene a costituire la fase successiva del suo lavoro: algide architetture incontrano profili e sagome umane piatte e monocromatiche che possono ricordare le elaborazioni visive di Christian Flamm.
Parallelamente Matteo Tontini lavora ad una rivista web, veramente pioniera. L’evoluzione del graffito nel senso della web art non fu un episodio solo bolognese ma qui si aggiunse l’interesse per la politica o per la fantapolitica da parte di molti di quei “ragazzi”.
Da tutto questo emerge il ciclopico lavoro che sta impegnando Matteo Tontini in questi ultimi anni. Una saga per immagini rapite dal web e montate in un sito ancora online. Si chiama “Gran Torino 75” dalla celebre automobile di Starsky e Hutch. Questo sito è realizzato con una tecnica che ormai può essere considerata un vintage del web: il gif animato. Scene costruite per layers in un modo che ricorda la lavorazione delle animazioni tradizionali ma che allo stesso tempo è una pratica estremamente digitale, tipica dei programmi di fotoritocco in cui, appunto, lo spazio di lavoro è strutturato per layers. La stratificazione per livelli, rappresentata anche dall’estrusione di oggetti fisici dal web, è un metodo narrativo che richiede ai lettori una collaborazione nel collegare i vari oggetti in base alla loro posizione nello spazio, piuttosto che nel tempo.
Come Franz Ackermann, Tontini disloca immagini, creando una nuova mappa dove convivono utopie ed eterotopie che Foucault definisce come utopie effettivamente realizzate, nelle quali i luoghi reali vengono al contempo rappresentati, contestati e sovvertiti.
Come in “Cremaster” di Matthew Barney anche in “Gran Torino 75” ogni piccolo dettaglio è parte di un codice che costituisce un mondo parallelo immaginario e complesso e forse all’improvviso più reale del reale. I personaggi di “Gran Torino 75” ostentano una fredda naturalità che sembra rivelare totale assenza di qualsiasi moto interiore, come i ritratti di Richard Phillips anche i protagonisti delle epiche vicende di Tontini esprimono tutta l’artificiosità propria dei processi di creazione dell’immagine.
Marco Tagliafierro

coordinamento:
Riccardo Lisi
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