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a cura di Riccardo e Pier Paolo Lisi Vari sono i motivi d'interesse che han condotto alla scelta di esporre a Losone le opere delle gemelle Francesca e Roberta Bilò. E' la prima volta che appaiono in Svizzera questi lavori, caratterizzati dalla grande maestria tecnica - in particolare nella pittura ad olio - e dallo stile fortemente personale di entrambe le autrici. Assai legate alla città di Ancona, si son formate in accademia dove già cominciarono a manifestare la passione per la pittura in sè, una passione a rischio di apparire demodè in quegli anni. Inoltre la loro pittura nasce da una pratica antica come l'osservazione dal vivo e da una frequentazione intensa con la storia dell'arte classica europea. Gli stili e le figurazioni tipiche di Roberta e Francesca sono ben differenti: se la prima raffigura con grandissima precisione oggetti nella ri-composizione classica della natura morta, la seconda pone la figura umana - spesso in pose e su "piedistalli" inusuali - al centro di campiture dall'amplissimo respiro. In lavori non recentissimi l'ambientazione è quella assai bella e riconoscibile delle scogliere della riviera del Cònero o delle campagne immediatamente retrostanti, area cui queste artiste son legatissime. Negli olii di Roberta è notevole la rappresentazione anche di aspetti non tangibili: un taglio di luce (in particolare nella serie degli "Scorti"), ma anche le rappresentazioni del sole, della luna e del cielo in generale: viene naturale "scoprire" nuove realtà del vedere dall'esito del suo lavoro pittorico. Anche i riferimenti storici son differenti; in Roberta è evidente una rivisitazione contemporanea dei fiamminghi, in particolare per via della minuzia nella rappresentazione del reale e della trasparenza dell'aria. Nelle opere di Francesca, invece, il taglio psicologico della rappresentazione fa pensare ad alcuni surrealisti mentre la pennellata è a volte di ascendenza impressionista, altre di tipo espressionista. Riferire le opere di due artiste giovani a grandi movimenti artistici del passato non è in questo caso fuori luogo, data l'enfasi che esse pongono ad una certa immanenza del "fare pittura". La tecnica qui diviene stile e storia: Francesca e Roberta Bilò si curano poco di quanto avvenga nella contingenza dell'arte contemporanea e si dedicano con costanza al lavoro certosino dell'iperrealismo. Questo è un ambito non facile nemmeno da curare: si rischia naturalmente (però è un timore banale) di apparire "passatisti", ma a la fabbrica abbiam scelto di seguire periodicamente questo percorso, cominciando dallo svizzero operante in Brasile Daniel Maillet, passando per l'"ormai emerso" modenese Andrea Chiesi e giungendo ora a Francesca e Roberta Bilò. I loro lavori son esposti senza separazioni nelle due sale principali del centro culturale, riproponendo il dialogo che queste due brave artiste vivono quotidianamente lavorando assieme nello stesso atelier. Tra le caratteristiche principali della loro pittura vi è la grande attenzione data al gioco di luci ed ombre determinate dal posizionamento nello spazio di oggetti e figure umane. La loro pittura non è fatta di pura tecnica: vi si ritrova anche una forte tensione psicologica e un dilemma irrisolto tra stati di serenità e aspirazioni di elevazione, tra composizioni estetizzanti e sfondi dipinti con l'antica arte della velatura, in modo quasi freddo, "razionale". Le due sorelle esprimono in sè un doppio, e su questo tema insiste una parte attuale del lavoro di Roberta Bilò: coppie di dipinti della stessa figura. Naturalmente due quadri eseguiti con tecniche tradizionali non saranno mai perfettamente identici, come sono ben differenti queste due gemelle. La mostra prosegue nel mezzanino con i disegni di entrambe le artiste. Si segnala il lavoro seriale di Francesca Bilò che in taccuini ha creato intere storie minime a schizzo; proprio per il peso della loro tecnica pittorica, i loro disegni appaiono ben differenti, pur rivelando in certi casi una certa capacità icastica. Questa doppia personale s'inaugura venerdì 13 gennaio alle 17.30; Francesca e Roberta Bilò son anche brave attrici e musiciste e forse il vernissage sarà animato da una loro performance improvvisata. Restando sempre sul tema del doppio, la mostra è curata da una coppia di fratelli - Riccardo e Pier Paolo Lisi - e durerà fino al 28 febbraio 2006.
coordinamento:
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