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Fotografie di Alessandro Crinari. Prima esposizione personale. A cura di Riccardo Lisi Venerdì 3 marzo alle 18.30 s'inaugura la prima personale di Alessandro Crinari, fotografo ticinese sulla soglia dei trent'anni, che propone una serie completa di lavori in bianco e nero realizzati recentemente con tecnica fotografica tradizionale e stampati su carta baritata, montati su alluminio. La serie s'intitola Goniometrie ed è stata realizzata nella principale area agricola del Ticino - il piano di Magadino - all'interno di case rurali, in particolare in vani abbandonati e reimpiegati in forme anche anomale e inconsuete. Va subito precisato che non si tratta di un lavoro documentario - non è la lettura analitica delle modalità di riuso di una certa architettura "popolare" diffusa in quel territorio - ma di una ricerca fotografica che esprime pienamente la personalità e il modus operandi di un fotografo giovane, ma dal "tratto" già ben riconoscibile. Già allievo di Gabriele Basilico e di Thomas Banfi, Crinari oltre ad operare come fotografo professionale coltiva una personale ricerca artistica in cui si lascia sedurre con naturalezza da giochi di geometrie e strutture, anche naturali. In questo caso la lettura estetica di geometrie sovente casuali - non progettate, ma prodotte dalla sedimentazione dei tempi e degli usi - è al centro di questa ricerca ed è enfatizzata dal gioco di punti di vista attuato da Crinari. Questa serie di opere - tutte di circa 35 x 35 cm - sono infatti dittici scattati da due angoli opposti di locali desueti e lievemente modificati dall'osservatore-artista con l'introduzione anche solo di un oggetto. Come in un gioco di specchi, dunque, metà del dittico cerca di mostrarci il luogo da cui è stata realizzata l'altra metà. Ma la lettura di ciò non è assolutamente immediata, anche per via del contrastato gioco di luci, altro protagonista del progetto fotografico di Alessandro Crinari. La luce penetra dall'esterno e sembra portare nel "vecchiume" di queste stanze finalmente un po' d'aria fresca; anch'essa contribuisce ad enfatizzare il pathos un po' scenografico di questi veri teatrini involontari. Inoltre oggetti e materiali - anche contemporanei - animano ambienti che non sono realmente "abbandonati" ma luogo di incursioni continue, che modificano progressivamente lo spazio dell'immagine, un po' come la collina marchigiana fotografata a più riprese da Mario Giacomelli, in un lavoro che andò ben oltre la ricerca estetica. La serie Goniometrie è costituita da 14 dittici e da una foto singola. L'esposizione è completata da poche foto realizzate in esterno: ancora due dittici, ma di formati orizzontali, sulle volumetrie di un tipico capannone rurale-industriale, sul Piano innevato e un suo elemento ricorrente - una serra - e infine una singola immagine: una montagna avvolta da nubi alla cui base sta una superficie aspra e brulla, piuttosto che il classico Piano di Magadino mite e fertile. La prima personale di Alessandro Crinari sarà visitabile a la fabbrica fino a martedì 5 aprile ed è curata da Riccardo Lisi.
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