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![]() nuove opere di Miltos Manetas. a cura di Riccardo Lisi L'esposizione clou della primavera a la fabbrica è anche uno dei principali progetti espositivi finora realizzati da questa piccola fondazione. Miltos Manetas, nato nel '64 ad Atene, è vero artista cosmopolita, e il mondo d'oggi, il mondo globalizzato è l'oggetto della sua arte. Un mondo che non è certamento solo reale ma anche virtuale: assai noti son i suoi lavori su icone da videogioco come Lara Croft e i Pokémon. Del resto Manetas è un vero profeta - nella pratica d'artista ma anche come teorico - dell'impiego più ampio nel fare arte delle tecnologie più recenti. La frequentazione ormai decennale di tale ambito, e di tanti artisti affascinati da nuovi strumenti, lo ha condotto addirittura a creare un movimento artistico - Neen (nome creato al computer da una società di branding) - basato sulla sinergia tra artisti, tra tecniche e finanche tra ambiti apparentemente lontani, come le arti figurative, la composizione musicale, l'architettura e l'arte applicata. Di Neen esce in questi giorni la prima monografia ed è in corso a Milano un'importante esposizione presso la galleria Pack. Nel corso dell'esposizione di Manetas daremo spazio anche a Neen con videoproiezioni di opere realizzate da alcuni degli artisti componenti e sarà disponibile la monografia suddetta. In Feelings Manetas ha ideato una nuova tecnica, direi digitale-manuale: col mouse, tramite un semplice software, realizza dei disegni che stampa su fogli normali. Li bagna con differenti solventi e ne manipola il tratto con le dita. Poi rifotografa i fogli così modificati e stampa le foto su grandi fogli di carta fotografica. La dimensione finale normale di questi disegni digitali è tale da sorprendere: circa 126 x 160/175 cm. Come ha dichiarato Enzo Cucchi per la sua bella e particolarissima installazione di disegni attualmente in corso all'Accademia di Francia (Roma), "disegnare è una funzione vitale, come mangiare e dormire. Il disegno non mi abbandona mai" e anche al computer questo può essere certamente vero. E ancora: "Il disegno è il primo proiettile al cuore. Il primo sparo" - direi il modo più rapido ed efficace di manifestare una sensazione, per esempio quella intrinsecamente organica ma anche estetizzante suscitata da una postura. Il disegno, dunque, che rimane modalità espressiva fondante anche nel lavoro di un pioniere dell'arte digitale, come Manetas. Questo è il tema principale delle figurazioni del ciclo Feelings: posizioni e atteggiamenti di compagni di strada di Manetas - riconosciamo Priscilla Vaccari e Mai Ueda, entrambe Neenstars, come si definiscono un po' alla Warhol gli artisti Neen - e altre figure umane. Non si tratta di ritratti consueti o passatisti: anche nei soggetti - come nelle tecniche - un artista Neen ha un che di neofuturista. Forse si può ritenere Neen, infatti, come il tentativo di un nuovo futurismo per l'inizio del 21° secolo. Nulla di postmoderno, secondo me, ma un movimento legato a un "nuovo moderno", con le tecnologie digitali "for the masses" al posto delle prime macchine che sfidarono i cieli o provocavano la prima, intensa, ebbrezza di una corsa su strada. Qui tecniche odierne rappresentano figure e sensazioni dell'oggi. Cito - mi sembra assolutamente riapplicabile - il Manifesto dei pittori futuristi (1910): "E possiamo noi rimanere insensibili alla frenetica attività delle grandi capitali, alla psicologia nuovissima del nottambulismo, alle figure febbrili del viveur, della cocotte, dell'apache, e dell'alcolizzato?". Un secolo dopo la stessa esigenza di attualità, e finalmente un rapporto non più solo conflittuale col nuovo millennio e con l'apporto tecnologico conseguente. I disegni della serie Feelings son stati stampati da Manetas anche su t-shirt che si potranno acquistare presso il bookshop de la rada, a Locarno. Per conoscere meglio Manetas e i suoi progetti e testi invitiamo a navigare i siti www.manetas.com e www.neen.org. Per l'importanza e la bellezza di queste opere abbiamo scelto di mantenere la mostra fino al 20 giugno, anche per far conoscere l'esposizione, prima della sua chiusura, al pubblico e alla stampa presenti alla prossima Art Basel. Riccardo Lisi
coordinamento:
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